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La barberia, un’arte praticata da millenni

Dobbiamo fare un viaggio nel tempo e tornare indietro non di anni bensì di secoli, per scoprire quando il nostro amato barbiere ha fatto la sua prima comparsa nella vita di noi uomini con ruoli anche forse inaspettati.

I primi a godere del servizio del barbiere sono stati i paleolitici secondo i quali nei capelli vi abitava l’anima: tagliarli era un modo per rimuovere l’essenza del male e rinnovare le energie. Questo ruolo era talmente importante al punto tale da essere affidato solo alle persone più sagge: i sacerdoti!

Tappa fondamentale nella storia del barbiere è l’antica Grecia quando tra gli uomini prese piede la moda dei capelli ondulati, della cura della barba sempre ben pettinata e spesso arricciata. Taglio e ornamento delle barbe, massaggi, spazzolature erano i servizi di punta dei nostri barbieri greci con l’ausilio delle prime lozioni, pomate all’olio d’oliva e cera d’api.

Gli uomini iniziano ad apprezzare le coccole e l’atmosfera rilassante del barbiere: nascono i primi saloni che non ci misero molto a diventare dei veri e propri luoghi di incontro, club per soli uomini dove poter conversare di filosofia, politica e questioni comunali.

La figura professionale del barbiere continua la sua crescita nell’epoca romana: gli uomini narcisisti cercano la cura ed il relax quotidiano. Ormai all’ordine del giorno nei saloni di barberia erano le rasature delle barbe (solo acqua e novaculae, chiamati tali i primissimi rasoi in bronzo affilati con le pietre, ad accarezzare il vostro viso), servizi di manicure, massaggi alla testa e depilazione con cera d’api e pinzette.

E cosa mi direste se vi aggiungessi che il barbiere ha vissuto un periodo anche da chirurgo?

Nel medioevo rischiavate di trovarvi in fila dal barbiere non per un taglio all’ultimo grido ma per farvi estrarre un dente o, perché no, per uno dei più famosi salassi. La vita del barbiere-chirurgo fortunatamente non ebbe vita molto lunga ma comunque sufficiente a far nascere quello che poi è, ancora oggi, il simbolo della barberia per antonomasia: il palo del barbiere con le sue fasce rosse e bianche (ma questa è un’altra storia).

Non di tutti i periodi storici possiamo dire che il barbiere è stato il protagonista avendo vissuto i suoi giorni di popolarità alternati ad altri di meno pregio ma diciamoci la verità: quando si trova nella soffitta un vecchio album della nonna o quando sfogliamo un libro di storia con quelle foto tanto buffe di personaggi da noi tanto distanti, le prime domanda che ci facciamo sono “ma come portavano i capelli? Ma come facevano ad avere quei baffi?

Oggi più che mai il barbiere sta vivendo uno dei suoi massimi livelli di successo proprio quando l’uomo sente di dover tornare a prendersi cura di sé e del suo aspetto dedicandogli quel tempo e, perché no, anche quella spesa prima considerata del tutto superflua.

Questa attenzione e questi riflettori puntati da qualche anno sul settore della barberia è stata tale da portare le stesse parrucchierie da donna ad approcciarsi ed iniziare ad esplorare il mondo dell’uomo fino ad ora a loro sconosciuto…ma nessuno può sostituirsi ad un barbiere: il barbiere è un’artista!

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